Alex Bellini
26-05-2007L'anno successivo fu la volta di Al-One 2004: il primo tentativo di traversata del mar Mediterraneo e dell’oceano Atlantico in solitaria, senza assistenza e in barca a remi. Al-One2004 terminò malamente dopo 23 giorni e 1100 Km a causa di un naufragio sulle coste dell’isola di Formentera.
Nel settembre del 2005 iniziò Al-One 2005: dal porto di Genova alle coste del Brasile a remi, in solitaria e senza assistenza. Alex riuscì a concludere la traversata dopo 226 giorni ed oltre 10.000 km di mare facendo così stabilire il nuovo record di traversata atlantica più lunga.
Ciao Alex, prima di tutto vorrei spendere due parole per Al-One.
In passato ti sei cimentato con le maratone (New York e Sahara),poi con le traversate sui ghiacci dell'Alaska, ma stavolta ti sei davvero superato: da Genova al Brasile su una barca a remi in solitaria, incredibile. Credo che il merito per aver completato Al-One vada principalmente alla tua forza di volontà, è grazie a questa se sei riuscito a superare i momenti più difficili, ma sicuramente anche l'attrezzatura ha giocato un ruolo fondamentale e a quanto so tu l'hai curata in ogni particolare.
Come ti sei attrezzato per affrontare l'oceano?
Con un po’ di incoscienza e testa dura! Al di là delle battute, come dici bene tu grande merito di questo successo è da imputare all’apparecchiatura elettronica che in mezzo al mare è stato il mio unico e solo contatto con la terra oltre a rappresentare un indispensabile ed imprescindibile supporto per la navigazione.
Un telefono satellitare IRIDIUM, una radio VHF, un rilevatore satellitare che trasmetteva la mia posizione a terra PURPLEFINDER, una bussola, due computer palmari di cui uno con rilevatore GPS, un GPS GARMIN 128 (molto semplice) ed un GPS GARMIN MAP C60, un riflettore radar ed un MP3 per ascoltare musica, queste le apparecchiature installate a bordo.
Ho notato che in barca avevi due GPS: uno fisso e uno portatile, li utilizzavi entrambi?
Quello fisso, un Garmin 128 con lo schermo retro-illuminato lo utilizzavo principalmente la notte quando remavo per mantenere una corretta direzione e in casi di emergenza avrebbe potuto sostituire quello di ordinanza, un Garmin Map C60 di cui ne ho fatto largo uso.
Sul tuo sito è presente una mappa live in cui si potevano seguire i tuoi spostamenti in tempo reale,come hai potuto realizzarla?
Con la tecnologia fornita da PURPLEFINDER che è uno strumento che trasmetteva in automatico e via satellite la mia posizione ad un centro servizi che poi lo trasmetteva sul mio sito. Tecnologia molto semplice.
Ritieni che l'attrezzatura satellitare abbia avuto un ruolo importante in Al-One?
Queli erano le informazioni più importanti che sfruttavi?
Credo che la differenza tra i naviganti dei giorni nostri e quelli del passato sia proprio quella di poter contare su una tecnologia che fa scomparire quasi completamente la possibilità di perdersi in mare e l’importanza di questo supporto l’ho potuta constatare in passato quando proprio nel momento del bisogno non mi è stato possibile appoggiarmi (si legga l’avventuroso naufragio del 2004 su Formentera!). Assolutamente l’attrezzatura satellitare ha avuto un ruolo fondamentale.
Le informazioni che più sfruttavo erano i brevi messaggi di testo (sms) che ricevevo giornalmente sul telefono satellitare dal mio team di terra che mi aggiornava sulle previsioni meteo e le condizioni delle correnti marine, i dati riguardanti la mia direzione, velocità e deriva notturna che mi fornivano i GPS.
Al momento del naufragio su Formentera che problema ebbe il navigatore satellitare?
Dal giorno in cui partii da Genova ebbi costantemente maltempo e a causa di questo i pannelli solari non poterono ricaricare adeguatamente le batterie che fornivano energia alla varia strumentazione.
Qualche giorno prima di raggiungere la zona della Baleari l’apparecchiatura smise di funzionare e non potei neppure più consultare il GPS per la mia posizione così una notte di tempesta non seppi più considerare la reale distanza da Formentera e fu l’inizio della fine.
Quando la mattina sucessiva potei riconoscere la mia posizione era troppo tardi. Ero a solo un miglio da terra con mare molto mosso e vento che mi stava letteralmente spingendo contro quell’ostacolo che non riuscii ad evitare e contro cui sbattei con violenza inaudita.
Quali sono le caratteristiche più importanti da considerare nella
scelta di un navigatore nautico?
L’intuitività del software perché quando sono in mare non ho possibilità di leggere e rileggere le istruzioni (e molto spesso, in condizioni di stress ed emergenza, anche se si pensa di avere piena padronanza dello strumento accade anche di non ricordarsi neppure come si accende!); l’autonomia delle batterie/il consumo; software per la cartografia importante per conoscere la batimetria, i fari delle varie zone che si superano e la qualità del fondo marino; la maneggevolezza e l’impermeabilità.
Ottimi consigli Alex. Ma torniamo a te, sono sicuro che hai già un altro progetto in cantiere, quando ti rivedremo in mare?
Ovviamente! Dal prossimo gennaio. Sto infatti organizzando una nuova traversata a remi, questa volta sarà del Pacifico.
La partenza è fissata da Lima, Perù e l’arrivo a Sydney, Australia dove conto di arrivare dopo circa 10-12 mesi.
Grande Alex.
Ti faccio fin da ora un grosso in bocca al lupo per
Al-One 2008 e spero di rincontrarti presto sul forum. Continua così !
Davide Capanni
