Galileo cerca fondi

09-06-2007

Galileo cerca fondi Il sistema Gps europeo stenta ad andare in orbita. Ne sono consapevoli anche i ministri dei Trasporti dell'Unione Europea, che hanno annunciato il fallimento del sistema di finanziamento pubblico-privato. La dichiarazione giunge dopo la lettura del rapporto su Galileo stilato dal Commissario ai Trasporti Jacques Barrot, che rileva l'aumento di costi ed i ritardi accumulati dal progetto. L'attuale concessione, afferma il Consiglio dei ministri, ha fallito e deve quindi essere ritirata. Ciò non significa, però, il fallimento dell'intero progetto. Secondo i ministri dei Trasporti europei, Galileo potrà diventare operativo entro il 2012, a condizione che venga rifinanziato. Per farlo, bisogna trovare altri 2,4 miliardi di euro.

Il prossimo passo tocca alla Commissione, che dovrà presentare entro il prossimo settembre alcune proposte alternative per garantire il finanziamento di Galileo, compresa la possibilità di accedere completamente a fondi pubblici. Quindi, viene contemplata anche la possibilità che il sistema satellitare sia interamente gestito da enti pubblici, con un controllo congiunto da parte della stessa Commissione, insieme con l'Agenzia Spaziale Europea, l'Autorità di controllo di Galileo, gli Stati Membri ed il Consiglio Europeo. Nell'attesa di Galileo, la Commissione dovrà attivare entro il 2008 il sistema Egnos, che dovrebbe migliorare la qualità del segnale dell'attuale Gps (gestito dagli Usa).

Anche se si deciderà per un finanziamento interamente pubblico, non è detto che Galileo possa superare gli ostacoli. Infatti, c'è già aria di contrasti su come reperire tali fondi: dovranno versarli i singoli Stati o saranno stanziati dal bilancio comunitario? La Commissione, il Parlamento europeo e la maggior parte dei Paesi sembrano orientati verso la seconda ipotesi. Si potrebbero prelevare parte dei miliardi già stanziati per vari progetti, ma che non vengono spesi. Gran Bretagna, Germania e Paesi Bassi sostengono invece che dovranno contribuire i singoli Stati, affermando che in questo modo si limiteranno i condizionamenti da parte della Commissione e si avrà più spazio per applicazioni

Fonte: http://http://www.trasportoeuropa.it