Galileo salvato dai fondi pubblici

26-06-2007

Galileo salvato dai fondi pubblici Il progetto Galileo sarà finanziato solo attraverso capitali pubblici. Gli europarlamentari, riuniti a Strasburgo in sessione plenaria, hanno votato a larga maggioranza la risoluzione per favorire la realizzazione del primo sistema europeo di navigazione satellitare. Una decisione che giunge dopo un lungo periodo di stallo dovuto ai disaccordi del consorzio prescelto per la realizzazione del progetto.

La Commissione già finanziava l'operazione attraverso la European Space Agency con un contributo pari a circa 1,5 miliardi di euro (metà dei quali del bilancio Ue). I fondi comunitari, pari a un terzo dei capitali necessari, avrebbero dovuto coprire la fase di ideazione e di sviluppo mentre le spese per la costruzione, l'installazione e il funzionamento parte restante sarebbe stata appannaggio delle otto imprese (Aena, Alcatel, Eads, Finmeccanica, Hispasat, Immarsat, TeleOp e Thales) interessate alla realizzazione del sistema satellitare.

Nei primi mesi dell'anno però sono fallite le trattative tra le società che temevano di dover sostenere costi aggiuntivi e, di conseguenza, è stata abbandonata l'originaria ipotesi di un partenariato pubblico-privato. I continui ritardi hanno portato poi a uno slittamento dei lavori infatti il progetto, che doveva entrare in funzione entro il 2008, non sarà operativo prima del 2012.

Per lanciare il satellite in orbita, l'Unione europea ha stimato che il costo totale del programma sarà di circa tre miliardi e mezzo di euro ma, dopo la decisione del Parlamento, non sono ancora chiare le modalità del finanziamento. Oltre ai fondi comunitari, probabilmente i singoli Stati membri verseranno un contributo e anche gli europei sembrano favorevoli a collaborare per portare a termine il progetto.

Galileo è infatti considerato "un enorme valore aggiunto per l'Europa". Il progetto sarebbe infatti il primo sistema satellitare europeo, basato su 30 satelliti, posizionati in orbita a 24.000 chilometri di altitudine, che dovrebbero coprire l'intera superficie terrestre grazie a una rete di stazioni di controllo. La trasmissione satellitare potrebbe favorire la gestione delle emergenze e delle reti telefoniche o telematiche.

Il progetto europeo si affiancherebbe alle due reti satellitari esistenti: il sistema americano GPS (Global Positioning System) e il sistema russo Glonass. Entrambi costruiti durante la guerra fredda, sono utilizzati principalmente per scopi militari e infatti sono controllati dai Ministeri della Difesa dei rispettivi paesi. E però difficile stabilire la vera utilità e i profitti di Galileo, considerato che il GPS offre servizi completamente gratuiti.



Fonte: http://europa.tiscali.it/