TLC: BOOM DEI SERVIZI DI LOCALIZZAZIONE, ATTENZIONE ALLA PRIVACY

02-03-2009

TLC: BOOM DEI SERVIZI DI LOCALIZZAZIONE, ATTENZIONE ALLA PRIVACY ROMA - Sapere dove sono gli amici con cui si chatta, cercare un locale frequentato da persone con gusti simili, condividere l'itinerario del footing mattutino. E' con questo spirito che si moltiplicano applicazioni come "Google Latitude", "Citysense" o "Nokia Sports Tracker", tutti programmi che, fra serie preoccupazioni legate alla privacy, tracciano la posizione geografica degli individui e spopolano fra i consumatori.

Si tratta di software che forniscono la posizione dei terminali mobili sfruttando le tecnologie di localizzazione satellitari e della telefonia mobile (Gps e A-Gps). Alcuni servizi associati ai navigatori hanno funzioni molto pratiche, come quelle di segnalare un ingorgo o il distributore di benzina più vicino. Altri offrono essenzialmente opportunità di svago. "Citysense", di Sense Networks, per esempio tiene traccia degli spostamenti dell'utente e che classifica in distinte 'tribu'' con gusti affini, per cui anche chi si trova in una città che non conosce può vedere in che posti si concentra chi ha le sue stesse passioni. In questo caso è rigorosamente esclusa l'identificazione personale.

Al contrario, "Google Latitude" si basa proprio sulla possibilità di localizzare singoli individui, amici e conoscenti, con nome e cognome. C'é poi "Sports Tracker" di Nokia che registra il "diario di allenamento" dell'utente con la possibilità di condividere online i dati su località, distanza percorsa e tempo impiegato nel jogging o in altre attività sportive. Questo tipo di applicazioni non si trovano preinstallate sugli smartphone, i 'cellulari intelligenti', ma devono essere scaricate volontariamente. I difensori della privacy pensano però che ciò non sia abbastanza per evitare spiacevoli incontri e attività di stalking. Soprattutto se i servizi si fondono col mondo di social network, come Facebook.

Secondo Privacy International sono "pericolose" le applicazioni come "Latitude", perché potenzialmente sono "un ottimo regalo per molestatori, impiegati spioni, partner gelosi e amici ossessivi". Google ha ribadito che sono gli utenti a variare lo status della loro visibilità, avendo addirittura facoltà di dare indicazioni sbagliate sulla propria ubicazione. Ci sono poi preoccupazioni specifiche legate al mondo commerciale. I servizi basati sulla geolocalizzazione possono consegnare infatti alle aziende un'enorme mole di dati personali sulle abitudini di potenziali clienti, esponendoli a pubblicità che potrebbero non essere gradite e sicuramente invasive della privacy.

Fonte: http://www.ansa.it