Gps sui cellulari: ma servono davvero?

05-03-2009

Gps sui cellulari: ma servono davvero? Ma dove vai se il Gps non ce l’hai? Dopo la fotocamera e il lettore mp3 è il navigatore satellitare la nuova icona dell’abbondanza in formato tascabile. Così se volete sapere a quale fascia appartiene il vostro nuovo cellulare andate subito al sodo: se c’è il Gps allora siete nella nobiltà tecnologica, altrimenti siete out. Che poi lo usiate o meno è un altro discorso.

Sembra paradossale, ma per molti utenti il navigatore sul telefonino resta infatti una funzionalità da lasciare in soffitta, da utilizzare di tanto in tanto giusto per non perdere l’abitudine. Altri, addirittura, si fermano ancora prima di cominciare, disorientati dai troppi passaggi necessari per attivare un servizio di navigazione degno di tal nome. Il concetto è ormai chiaro a tutti: non basta un apparecchio dotato di antenna Gps per fare di un cellulare un vero navigatore. Il mosaico ha bisogno di altrie tesserine fondamentali: di un software per la navigazione, tanto per cominciare, delle mappe e – in molti casi – di un abbonamento a un servizio di guida vocale.

Prendiamo il caso di Nokia, per esempio. La casa finlandese vende i suoi device con Gps integrato e software di navigazione Nokia Maps. Sta poi a agli utenti scaricare le mappe e installarle sull’apparecchio (altrimenti il cellulare le andrà a cercare attraverso una costosa connessione web) e attivare la licenza (a pagamento) per usufruire del servizio di navigazione “curva dopo curva”.

Ma poniamo il caso di avere già tutto quello che serve per accedere immediatamente all’esperienza di un percorso guidato. La domanda che ci poniamo è molto simile a quella della pubblicità di un noto detersivo: cambieremmo mai il nostro navigatore tradizionale (ormai in commercio si trovano modelli a meno di cento euro) con quello di un cellulare? No di certo. Le dimensioni del display, la mancanza di un vero supporto per auto e la scarsa reattività nel fixing coi satelliti fanno del Gps telefonico una semplice commodity ma non un’alternativa affidabile alle soluzioni tradizionali.

Ma allora, a cosa serve entrare nella nobiltà telefonica se poi non è possibile fare sfoggio dei propri gioielli? In realtà molti utenti hanno capito che avere un cellulare che si collega al satellite può avere un’utilità che va al di là dello sfruttamento dei classici servizi di navigazione. L’ha capito anche Google, che attraverso Google Maps Mobile sta fornendo agli utenti tutta una serie di nuove (e buone) motivazioni per entrare nel club degli amici del Gps. Volete mettere la bellezza di cercare un ristorante sul vostro browser telefonico e di avere immediatamente le sue coordinate geografiche? Volete mettere la curiosità di sapere dove si trovano i vostri amici in tempo reale? Un invito allora ai produttori: invogliate gli sviluppatori a creare sempre più applicazioni location-based. Sarà più facile che gli utenti si innamorino dei vostri telefonini satellitarii.



Fonte: http://mytech.it