TomTom, la casa del navigatore in crisi per troppo successo

09-03-2009

TomTom, la casa del navigatore in crisi per troppo successo TomTom naviga in cattive acque. Il colosso olandese dei navigatori satellitari ha infatti annunciato una perdita di 989 milioni nell’ultimo trimestre 2008. Un rosso consistente, soprattutto se paragonato allo stesso periodo del 2007, nel quale TomTom aveva invece realizzato un utile di 107 milioni.
A pesare sui conti è la svalutazione per un miliardo di euro di Tele Atlas, la casa produttrice di mappe digitali, acquistata da TomTom lo scorso luglio per 2,9 miliardi. Una cifra "troppo alta", ammette ora il board, per pagare la quale la società ha contratto debiti per 1,6 miliardi di euro, più di metà dell’offerta. Un fardello più pesante di quanto preventivato all’epoca dell’acquisto, e che forse il colosso olandese potrebbe non essere in grado di sostenere. "Il peggioramento del quadro economico", spiegano da Amsterdam, "ci porta a considerare tutti gli scenari possibili, inclusa la richiesta di una rinegoziazione della nostra posizione debitoria nei confronti delle banche."
Le previsioni non sono rosee. Il mercato delle Personal Navigation Device (i navigatori satellitari), che aveva registrato una crescita del 150% nel 2007 e del 50% nella prima metà del 2008, ha subito una battuta d’arresto, soprattutto nelle regioni Europa e Nord America. E per il 2009 TomTom prevede un’ulteriore diminuzione delle vendite, che si attesteranno tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro, contro un risultato di 1,7 miliardi nel 2008.
Il mercato dei Personal Navigation Device sconta il clima recessivo: i consumatori sono semplicemente meno disponibili a spendere per un navigatore satellitare. Al declino degli acquisti, poi, si devono aggiungere le gravi difficoltà del settore auto, che assorbiva attraverso i navigatori satellitari preinstallati dalle stesse case automobilistiche una fetta importante dell’offerta. Il crollo delle vendite di automobili soprattutto negli Stati Uniti, ai livelli minimi degli ultimi 27 anni, ha portato a una consistente riduzione dei profitti dei produttori di PND.
Un ulteriore elemento di rottura degli equilibri è stato introdotto dai nuovi smartphone con funzionalità Gps. Fino all'anno 2007 questi hanno coperto solo una minima fetta (circa il 6%) del venduto su scala mondiale. Ma oggi, con circa 50 milioni di unità in circolazione, gli smartphone sono il principale concorrente dei "vecchi" navigatori. E, a quanto pare, stanno vincendo.
Per uscire dall’empasse, la TomTom ha già cominciato delle ristrutturazioni, tagliando del 7% la forza lavorativa (115 posti persi) e inaugurando un rigido programma di riduzione di costi operativi, che dovrebbe far risparmiare nel 2009 circa 60 milioni di euro. Inoltre, il Ceo, Harold Goddijn, ha annunciato l’intenzione della società di concentrarsi proprio sul mercato software degli smartphone, ancora in espansione. Per la società è quasi un tornare alle origini, prima del 2005 e dell’entrata – di grande successo – nel mercato dei PND con il TomTom Go. Negli ’90, infatti, TomTom si chiamava PalmTop e produceva software – anche di navigazione gps – per gli allora popolari palmari.
Adesso, però, la TomTom non offrirà direttamente applicazioni. «Sarebbe eccessivamente complesso – spiega Goddijn – costruire centinaia di applicazioni specifiche, una per ogni tipo di cellulare». Piuttosto, TomTom offrirà ai produttori di smartphone una piattaforma tecnologica per poter integrare semplicemente nelle loro applicazioni, «nel modo meno costoso possibile, le avanzate funzionalità di navigazione del software TomTom e le mappe di Tele Atlas». In pratica, "affitterà" dati e tool software, lasciando lo sviluppo ai suoi partner. I più probabili dei quali dovrebbero essere Apple e Google, interessati a dotare di funzionalità gps ancora più avanzate Android e iPhone.
Ma lo sbarco di TomTom nel software mobile arriva forse un po’ in ritardo, e pone la società olandese di fronte a competitori di grandi dimensioni e dal knowhow tecnico uguale o superiore. Ne sono un esempio la Nokia, che ha acquisito la Navteq, principale concorrente della Tele Atlas, e la Vodafone, che ha comprato la casa di software di navigazione svedese WayFinder . Ma, assicura Goddijn, "il mercato degli smartphone è enorme, e la TomTom non deve essere in posizione dominante per ricavare profitti da questo business".



Fonte: http://www.repubblica.it