GPS, Navigatori satellitari
Rugby hi-tech: col gps sotto le maglie si gioca meglio
10-03-2009
Usare strumenti hi-tech nello sport non è contro lo spirito della competizione, affermano molti atleti. Dopo che le dichiarazioni di Ben Foster, portiere del Manchester United, avevano sollevato qualche perplessità sull'uso di aiuti elettronici durante le gare.
Pallone a parte, diversi sport hanno ufficializzato importanti modifiche hi-tech nel corso delle competizioni. Nel rugby c'è sicuramente la più significativa: un sistema gps da collocare sotto le magliette dei giocatori che monitora i loro movimenti, la velocità e altre importanti fattori che vengono analizzati in tempo reale per ricavarne importanti statistiche sulle condizioni dei giocatori. Vita facile per gli allenatori, che potranno variare l'assetto della squadra senza errori.
Mentre si svolge il torneo delle Sei Nazioni in cui sabato 14 marzo l'Italia affronterà l'ostico Galles, la Rugby Football League sta discutendo per introdurre a breve il sistema di rilevamento gps per i giocatori. Una tecnologia rivoluzionaria per questo sport così legato alle tradizioni, mentre nel football americano è normale che l'allenatore comunichi via radio con il quarterback fino a 15 secondi prima dell'inizio di ogni azione. È legale dagli anni novanta, ma giù nel 1956 i Cleveland Brown nascosero un dispositivo radio nel casco del loro giocatore più forte.
Nella Formula 1 c'è un dialogo costante tra i box e il pilota, mentre sono state bandite le regolazioni elettroniche in remoto dai box. Ora il guidatore deve cavarsela da solo.
Nel 2025 ci aspettano autentiche meraviglie a quattro ruote, ma intanto assistiamo a piccoli cambiamenti che avvicinano sempre di più l'agonismo e la tecnologia.
Fonte: http://jack.tiscali.it
