Digital CN: Cornuta sì, ma con il GPS!

31-03-2009

Digital CN: Cornuta sì, ma con il GPS! Una delle grandi conquiste della scienza negli ultimi 20 anni è sicuramente quella del GPS: Global Positioning System. Tra le centinaia di satelliti che girano sulla nostra testa, a 20000 km di altitudine ci sono 24 satelliti (più tre di scorta) che inviano continuamente, via radio, la propria posizione sulla terra. Grazie a complesse formule matematiche, un ricevitore GPS, ricevendo il segnale di almeno 3 satelliti, è in grado di farci sapere in maniera assoluta la nostra posizione geografica con una precisione di più o meno 20 metri. Già negli anni della cosiddetta 'guerra fredda' (1964), gli Stati Uniti avevano iniziato a lanciare in orbita satelliti che –anche se in maniera approssimativa- fornivano ai sottomarini nucleari la possibilità di calcolare la propria posizione nel mare. Negli anni ‘90 l’amministrazione di Bill Clinton decise di rilasciare al mondo civile la fruizione della rete satellitare con alcune limitazioni: in pratica il segnale non può essere usato al di sopra dei 18.000 metri sul mare e oltre i 515 metri al secondo, questo per evitarne l’uso a bordo di missili balistici. Per non dover dipendere unicamente dalla rete satellitare americana, da qualche anno l’Europa ha iniziato a lanciare in orbita una serie di satelliti GPS che, dal 2013, dovrebbe entrare in funzione con un totale di 30 satelliti ed erogare un servizio con qualità decisamente superiore a quello americano (http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_di_posizionamento_Galileo). Oggigiorno il GPS è a disposizione di chi sposta via terra, mare o aria: con poco più di 100 euro si può acquistare un navigatore che ci consente di non perderci nemmeno nel deserto del Sahara oppure di pianificare un viaggio semplicemente impostando la località dove vogliamo arrivare; il navigatore calcolerà tutto il percorso minuziosamente, dandoci perfino l’ora di arrivo con una precisione incredibile. Il GPS è utilizzato nelle ditte di autotrasporti, per sapere sempre dove si trova ogni camion, come gestione logistica delle consegne e per rintracciare il mezzo in caso di furto. Un altro impiego particolare è quello del Veritracks, ovvero il famoso braccialetto elettronico che un condannato in libertà provvisoria indossa per essere sempre localizzabile dalle forze dell’ordine. Un’altra evoluzione importante nel campo della navigazione è quella del controllo del traffico aereo civile, dove il sistema GPS sta per soppiantare quello classico, composto dai radar di terra (http://tinyurl.com/czm7ro).

Ma l’applicazione GPS più curiosa che ho visto recentemente è quella del collare satellitare per le mucche. Una volta per evitare che la mandria sconfinasse fuori dai pascoli, un allevatore doveva erigere una completa (e costosa) recinzione oppure affidarsi ai classici pastori e cani, che sorvegliando ogni capo di bestiame, riportavano indietro eventuali ruminanti distratti. Il collare GPS, invece, rileva continuamente (grazie ai satelliti) la posizione della mucca che lo indossa, e trasmette via radio le coordinate alla centrale operativa dell’allevatore, dove un computer avverte subito se una mucca è uscita da quello che viene definito un recinto virtuale. In caso di fuga, il pastore può comunicare con il bovino via radio, e convincerlo a ritornare indietro. Ora, va bene usare la tecnologia per migliorare la vita ma, immaginare un pastore con cuffie e microfono che urla via radio 'poooooggia!' ad una povera mucca con le antenne, sinceramente mi lascia un po’ perplesso.



Fonte: http://www.targatocn.it